mercoledì 11 dicembre 2013

recensione: a sud del confine, a ovest del sole

ciao ragazze,
oggi voglio raccontarvi di questo splendido libro, che ho finito di leggere giusto giusto ieri..









A sud del confine, a ovest del soleOrmai sapete che questo scrittore è diventato uno dei miei preferiti dopo aver letto "1Q84".. L'ho adorato allora e lo adoro tutt'ora.. Non vedo l'ora di poterne leggere un altro..
Comunque vi racconto la trama (tranquilli non ci sono spoiler!!):

Fino ad allora Hajime aveva vissuto in un universo abitato solo da lui: figlio unico quando, nel Giappone degli anni Cinquanta, era rarissimo non avere fratelli o sorelle, aveva fatto della propria eccezionalità una fortezza in cui nascondersi, un modo per zittire quella sensazione costante di non essere mai li dove si vorrebbe veramente. Invece un giorno scopre che la solitudine è solo un'abitudine, non un destino: lo capisce quando, a dodici anni, stringe la mano di Shimamoto, una compagna di classe sola quanto lui, forse di più: a distinguerla non c'è solo la condizione di figlia unica, ma anche il suo incedere zoppicante, come se in quel passo faticoso e incerto ci fosse tutta la sua difficoltà a essere una creatura di questo mondo. Quando capisci che non sei destinato alla solitudine, che il tuo posto nel mondo è solo là dove è lei, capisci anche un'altra cosa: che sei innamorato. Ma Hajime se ne rende conto troppo tardi - è uno di quegli insegnamenti che si imparano solo con l'esperienza - quando ormai la vita l'ha separato da lei. Come il dolore di un arto fantasma, come una leggera zoppia esistenziale, Hajime diventerà uomo e accumulerà amori, esperienze, dolori, errori, ma sempre con la consapevolezza che la vita, la vita vera, non è quella che sta dissipando, ma quell'altra, quella che sarebbe potuta essere con Shimamoto, quella in un altrove indefinito, a sud del confine, a ovest del sole. Una vita che forse, venticinque anni dopo, quando lei riappare dal nulla, diventerà realtà. 

è un libro abbstanza piccolo, si legge velocemente (non arriva alle 200 pagine) e scorre molto bene..
è molto riflessivo, sentimentalista ma tutto ciò non appesantisce la lettura, anzi, la rende unica..
Non finisce come vorrei e soprattutto rimane un punto interrogativo su uno dei personaggi. Lo scrittore non ci ha raccontato tutta la storia, rimanendo così un mistero dall'inizio alla fine..
Nel complesso, l'ho trovato interessante e scritto bene.. Ve lo consiglierei? si, lo promuovo a pieni voti..

 

2 commenti:

  1. Mio padre dovrebbe averlo, glielo scroccherò.

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    1. si si.. evviva gli scrocchi!! io lo faccio sempre con i libri di mio fratello..

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