sabato 12 settembre 2015

recensione lucertola di Banana Yoshimoto

buon sabato a tutti carissimi lettori,
come state? io sono a lavoro e visto che ho un momento di pausa ne approfitto per scrivere la recensione di questo libro, che tra tutti è quello che mi è piaciuto un pò meno.


trama:
Sei bozzoli di preziosa seta esistenziale. Sei fili tesi dal destino. Sei racconti tessuti in una Tokyo sfolgorante di luci notturne e pulsante di vita. tutti feriti, chi da un trauma infantile, chi da un abbandono, chi da una storia d'amore tormentata, i protagonisti si sono chiusi in un guscio che li protegge ma insieme li separa dal mondo. Le loro esistenze sembrerebbero destinate a scorrere per sempre senza direzione, senza senso, senza sorprese, quando, improvvisa, si manifesta una possibilità di cambiamento radicale, la speranza di un rivolgimento. Ed ecco che sensazioni dimenticate si affacciano di nuovo limpide alla memoria, rimettendo in moto la ruota del tempo, della vita. Lo sguardo di Banana Yoshimoto, innocente e implacabile come una divinità infantile, si posa sui suoi enigmatici personaggi per raccontarne il disagio, l'angoscia, la liberazione, traducendoli in quel suo stile acerbo e sapiente che ne ha fatto in pochi anni una scrittrice amata in tutto il mondo.

Recensione: 
come vi avevo già accennato nel post precedente, questo è uno dei libri di questa scrittrice che non sono riuscita ad apprezzare a pieno.
La trama è bellissima e anche le storie sono altrettanto fantastiche; ho adorato soprattutto quella da cui ha preso il titolo il libro.
Mi aspettavo però un collegamento tra le storie che invece non c'è stato.. forse è stato proprio questo che non mi ha fatto amare lucertola.
Io non sono un'amante di questo genere, preferisco quando le storie hanno un senso compiuto e hanno un minimo di collegamento tra loro.
Sono arrivata alla fine e l'unica cosa che sono riuscita a pensare è stato: "tutto qui? Quale era la morale di tutte queste storie?".
Forse sono io che  non sono riuscita a capire però la mia prima impressione è stata proprio questa.
Ripeto: le storie sono bellissime con uno stile che è tipico della yoshimoto e che ovviamente non sto a riscrivere.
Vi lascio  questo postscriptum che si trova alla fine del libro e che l'ho trovato talmente carico di significati che non potevo lasciarla li'  senza condividerlo:
Io credo che la concezione secondo cui "la vita è un'esperienza infernale" e quella secondo cui "la vita è un'esperienza paradisiaca", sebbene opposte, siano entrambe visioni mentali che hanno la stessa "quantità di significato" e per tanto si equivalgono. Non si tratta di scegliere quale è buona o cattiva, giusta o sbagliata, ma di riconoscere che le idee di inferno e paradiso prendono forma nel corso di un processo ininterrotto che chiamiamo "io". È soprattutto questo processo ininterrotto che qui mi interessava descrivere.
I personaggi di questi racconti sono tutti alle soglie di una trasformazione a cui potremmo dare il nome di "speranza": a un tratto si accorgono di qualcosa che fa rivivere loro sensazioni dimenticate e scoprono l'esigenza di entrare in azione come non hanno mai fatto in passato. Il loro disagio, la loro angoscia nel fare i conti con i propri fardelli spirituali e il sollievo della liberazione sono gli altri temi che tratto nel libro.

Qualcuno di voi ha letto questo libro? avete da consigliarmi qualcosa sempre di questa autrice?
il mio voto finale per questa lettura è di : 3 su 5

2 commenti:

  1. Non l'ho letto.

    Per ora i miei preferiti dell'autrice sono Kitchen, NP e Delfini.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. np e delfini li devo ancora leggere.. spero di recuperarli il pù presto possibile..

      Elimina

lasciate un commento e sarò felice di rispondervi.. grazieeeee