martedì 1 settembre 2015

recensione sei la mia vita

Buon salve a tutti carissimi,
sono lieta di annunciarvi che questa recensione è l'ultima arretrata. Posso finalmente dire di essere in pari.. yeah..                     


Comunque, cominciamo col parlare di questo libro che mi è stato prestato gentilmente da mia cognata.
  

 Trama:
un auto lascia Roma di primo mattino. Alla guida c'è un affermato regista. Sul sedile accanto, l'uomo  che da molti anni ama di un amore sconfinato. Dove stanno andando?
Mentre la città si allontana e la strada comincia a inepicarsi dentro e fuori dai boschi, il regista decide di narrare al compagno silenzioso il suo mondo "prima di lui": <<la mia vita è la tua ed ora te la racconterò, perchè domani sarà solo nostra>>.
Inizia così un viaggio avanti e indietro nel tempo: i primi anni in Italia, dove era giunto dalla Turchia non ancora diciottenne  con il sogno di studiare e fare cinema, le persone che hanno lasciato il segno, gli amici, gli amori, le speranze, le delusioni, i successi.
Storie che conducono ad altre storie, popolate da figure indimenticabili e bizzarre: una trans egocentrica sul viale del tramonto, un principe cleptomane, un centralinista con il rimpianto della recitazione, una cassiera tradita dalle congiunzioni astrali, una bellissima ragazza dallo spirito inquieto. E poi, raffinati intellettuali, inguaribili romantiche, noti cinefili, amanti respinti e madri niente affatto banali.
Sullo sfondo, il palazzo di via Ostiense dove tutto accade, crocevia di solitudini diverse, ma anche di intense amicizie e travolgenti passioni. Il palazzo che nel tempo si è trasformat, conservando però intatti i suoi più intimi segreti. E, soprattutto, la città di Roma, come nessuno l'ha mai raccontata.
Gli anni' 70-80 e la contagiosa atmosfera di libertà senza freni, le lunghe estati nel segno della trasgressione, il femminismo, la progressiva presa di coscienza di sè della comunità gay, l'Aids, la solidarietà che cementa i legami, gli incontri folgoranti con alcuni protagonisti del cinema italiano, le stagioni, i luoghi e le voci di un passato ormai perduto per sempre.
Tante storie esilaranti eppure commuoventi.


La trama come vedete è molto ricca e già racconta buona parte della storia di Ferzan Ozpetek, regista e sceneggiatore.
All'inizio ho faticato molto ad ingranare la marcia con questo libro in quanto il modo di scrivere non è dei miei preferiti. Badate bene, non ci sono errori di ortografia o cose simili; semplicemente trovo il suo modo di scrivere troppo artificioso e pesantino quasi. Non so come spiegarlo ma in certi punti mi sembra troppo smielato e filosofico e il troppo stroppia a parer mio.
Arrivata alla seconda metà del libro ho trovato tutto ciò molto più appropriato al contesto.
Sinceramente non avevo mai letto un libro così e l'ho trovato davvero molto bello. L'ambientazione ma anche il periodo storico mi hanno attratto tantissimo. 
I personaggi sono molto particolari e definirli normali è quasi un'offesa, ma ad ognuno di essi mi ci sono affezionata tantissimo. In particolare, mi sono affezionata molto a Vera, l'amica trans che abita nel palazzo del protagonista.
Quasi tutti i suoi discorsi non sono per niente banali e spesso contengono delle perle di saggezza.
All'inizio pensavo che il protagonista stesse parlando con una persona qualsiasi per narrare semplicemente la sua storia, ma andando avanti con la lettura si capisce che c'è qualcosa non va e che lo fa per un motivo particolare.
L'amore che prova per questa persona è così incondizionato e profondo che mi ha fatto venire i brividi. Era da tanto che non mi veniva la pelle d'oca per una storia d'amore e questa le batte tutte.
Credo di aver già detto anche troppo quindi mi fermo qui e se avete voglia di leggere qualcosa di diverso dalle solite letture questo fa al caso vostro.
Il mio voto finale è : 4 su 5


4 commenti:

  1. Bella recensione!*_* mi hai incuriosito, me lo segnerò da leggere :3

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    1. Grazie mille, sono contenta che ti sia piaciuta. 😀

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  2. Non so, non vado matta per gli stili pesanti, ma sia i problemi di genere sia il regista mi interessano molto.

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    1. infatti a me ha incuriosito tantissimo il regista.. sentendone parlare così bene da mia cognata non ci ho pensato due volte..

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