lunedì 14 marzo 2016

recensione: un posto chiamato Qui



Buon inizio settimana a tutti,
come state? io la settimana scorsa non sono stata per niente bene e tutt'ora continuo a stare maluccio..
Questo tempo ha colpito anche a me quest'anno..
Ma bando alle ciance e cominciamo con questa recensione che sono super indietro.. Se pensate che questo l'ho letto a gennaio, fate due conti e capirete quanto sono indietro..

trama:
Da quando una sua compagna di classe, anni prima, è scomparsa nel nulla, la protagonista è ossessionata dall'idea di perdere cose e persone: per questo è perennemente in fuga dai legami, siano l'affetto di genitori o l'amore del suo analista. Forse per questo ha deciso di dedicare la propria vita a cercare persone scomparse, offrendo ai familiari disperati un barlume di speranza. Poco prima di incontrare un uomo che da un anno non ha più notizie del fratello, scompare però anche lei: mentre fa jogging imbocca un sentiero poco tracciato in un bosco sconosciuto, e si ritrova in un luogo magico e reale al tempo stesso. Un posto chiamato Qui, dove finiscono tutte le cose e le persone che si sono smarrite, tutte le sensazioni, le voci, i suoni e gli odori che sono stati dimenticati. Un mondo parallelo dove Sandy ritrova i propri oggetti perduti e le persone che ha cercato per tutta la vita, dimenticando di cercare se stessa. E ora, lontana dai propri cari e dalla casa da cui per tanti anni è fuggita, Sandy vuole disperatamente una sola cosa: escogitare il modo per tornare indietro. Per la prima volta in vita sua è lei che vuole essere trovata. 

considerazioni personali:
Questo è il secondo libro che leggo di questa autrice e come per il libro del domani anche questo ha una storia con fatti che nella vita di tutti i giorni non esistono.
Con tutto questo, a me le storie con quel pizzico di magia piacciono molto e anche questo non fa eccezione.
Mi aspettavo qualcosa di più sul finale o qualche altra spiegazione riguardo a questo mondo parallelo dove la protagonista, Sandy, è finita.
Lasciando certe cose in sospeso, il libro non sembra perfettamente completo, però a parte questo particolare la storia è particolare e per niente scontata.
Mi è piaciuto molto il fatto dei mondi paralleli, dove in uno finiscono tutte le cose perdute; non so voi ma a me fa pensare subito a tutti i calzini perduti durante i lavaggi in lavatrice.


"C’è solo una cosa più frustrante del non riuscire a trovare qualcuno, ed è non essere trovati. La cosa che vorrei di più è che qualcuno mi trovasse."  

Insomma, Sandy si ritrova in questo posto sconosciuto di cui nessuno ne conosce l'esistenza. Troverà finalmente la pace a cui tanto aspira da quando era bambina? troverà finalmente tutte le risposte?
I genitori, spaventati  dal suo comportamento ostinato nel ricercare tutte le sue cose perdute, la mandano in terapia da uno psicologo. Nonostante questo, a Sandy, non è mai bastato.
Quindi, dopo aver ritrovato ogni singola cosa, persino la sua compagna di scuola, ce la farà a superare tutto e andare avanti con la sua vita?



 

1 commento:

  1. L'idea è carina, ma non mi ispira del tutto. Anch'io ho subito pensato ai calzini!

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