giovedì 25 gennaio 2018

recensione: il linguaggio segreto dei fiori


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 Titolo: il linguaggio segreto dei fiori
autrice: Vanessa Diffenbaugh
casa editrice: Garzanti















Buon pomeriggio a tutti,

oggi voglio finalmente parlarvi di questa mia ultima lettura che si è rivelata alquanto positiva.
Ne avevo già sentito parlare abbastanza bene e lo avevo in wish list da parecchio tempo e quando mi si è presentata l'occasione di comprarlo a 2 euro non me lo sono lasciata sfuggire.
Cominciamo quindi con la trama.

Trama:
 
Victoria ha paura del contatto fisico. Ha paura delle parole, le sue e quelle degli altri. Soprattutto, ha paura di amare e lasciarsi amare. C'è solo un posto in cui tutte le sue paure sfumano nel silenzio e nella pace: è il suo giardino segreto nel parco pubblico di Portero Hill, a San Francisco.
I fiori, che ha piantato lei stessa in questo angolo sconosciuto della città, sono la sua casa. Il suo rifugio. La sua voce.
È attraverso il loro linguaggio che Victoria comunica le sue emozioni più profonde. La lavanda per la diffidenza, il cardo per la misantropia, la rosa bianca per la solitudine. Perché Victoria non ha avuto una vita facile.
Abbandonata in culla, ha passato l'infanzia saltando da una famiglia adottiva a un'altra. Fino all'incontro, drammatico e sconvolgente, con Elizabeth, l'unica vera madre che abbia mai avuto, la donna che le ha insegnato il linguaggio segreto dei fiori. E adesso, è proprio grazie a questo magico dono che Victoria ha preso in mano la sua vita: ha diciotto anni ormai, e lavora come fioraia.
I suoi fiori sono tra i più richiesti della città, regalano la felicità e curano l'anima. Ma Victoria non ha ancora trovato il fiore in grado di rimarginare la sua ferita. Perché il suo cuore si porta dietro una colpa segreta.
L'unico capace di estirparla è Grant, un ragazzo misterioso che sembra sapere tutto di lei. Solo lui può levare quel peso dal cuore di Victoria, come spine strappate a uno stelo. Solo lui può prendersi cura delle sue radici invisibili.

Considerazioni personali

La storia di questa ragazzina, Victoria, è una storia che mi ha catturata sin dalle prime pagine e che stranamente non mi ha lasciato l'amaro in bocca come spesso accade.
In qualche modo mi sono sentita molto legata a lei e grazie a questo sono riuscita a comprendere anche molte delle sue scelte.
Non è stata una vita facile quella di Victoria in quanto è orfana sin da quando è nata; viene trascinata da una famiglia all'altra e tutte avevano qualcosa che non andava e anche quando finalmente sembrava aver trovato una persona che le voleva  veramente bene Victoria è riuscita a rovinare tutto.
Il romanzo infatti si divide in due storie parallele dove da una parte si racconta tutta l'odissea di Victoria con le famiglie e soprattutto con l'ultima, Elizabeth, la quale le insegna tutto ciò che c'è da sapere sul linguaggio dei fiori; dall'altra invece viene raccontato il presente  della ragazzina e delle difficoltà che deve affrontare ora che è maggiorenne e non può più contare sulla casa famiglia.
Ho adorato come l'autrice riesce a raccontare la nuda e cruda realtà e ad essere comunque delicata e molto dolce.


"La sua mancata reazione mi aveva fatto perdere il controllo.
<<Cos'hai intenzione di farmi?>> avevo gridato e la sua risposta mi aveva sbalordito.
<< Il cactus significa ""amore appassionato">> mi aveva detto con occhi beffardi << E anche se le scarpe si sono rovinate, apprezzo il tuo sentimento>>.

Non so voi, ma io ho sempre amato i fiori e le piante, soprattutto quelle officinali (altrimenti non sarei erborista!) e trovare in fondo al libro un piccolo dizionario con tutti i significati dei fiori mi è piaciuto moltissimo.
Avrei sempre voluto approfondire di più questo argomento e dopo aver letto questa storia adesso mi è presa proprio la voglia di cominciare.
Victoria, dopo la "perdita " di Elizabeth è proprio grazie al linguaggio dei fiori che riesce a comunicare alle persone anche se spesso non viene minimamente capita.
L'unica persona che è riuscita a capirla sin da subito è stato proprio Grant che come lei conosce molto bene il linguaggio dei fiori.
Grazie a lui piano piano Victoria riesce ad uscire dal suo guscio e lasciarsi andare alle emozioni dacui tanto cerca di scappare.

<<Il fiore che stai cercando è sicuramente il cardo, che simboleggia la misantropia. "Misantropia" significa odio o sfiducia nei confronti dell'umanità.>>  <<Umanità vuol dire tutte le persone?>> 
<<Si>> Ci pensai un attimo. Misantropia. Nessuno aveva mai descritto i miei sentimenti con un'unica parola.

Il mio voto comunque per questo libro è di 4 cuoricini.
 

2 commenti:

  1. Risposte
    1. è davvero molto carino e dolce.. Se hai occasione di leggerlo te lo consiglio!

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